I titoli di coda ricordano che all'origine c'è una storia vera, accaduta in Giappone tra gli anni Venti e Trenta del '900. Il cane è diventato un eroe popolare. Trasferita in America, la vicenda é diventata una favola, tuttavia ben inquadrata in contesti realistici. Un storia di fedeltà, che vede da una parte i due maturi sposi, dall'altra l'affetto tra l'uomo e l'animale. Quest'ultimo, grazie all'uso sapiente delle inquadrature, suscita simpatia e in molti momenti forte commozione. Perciò il racconto resta interessante e coinvolgente, non indulgendo a facili scorciatoie emotive, legato ad un modo di esprimersi sobrio, dove il tema dominante appare quello della fedeltà come valore principale cui ispirare la propria vita e il rapporto con gli altri. La fotografia conferisce bel risalto allo scorrere delle stagioni, e la natura, con il suo cangiante cromatismo, diventa una sorta di coprotagonista attento e silenzioso. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come raccomandabile, e nell'insieme poetico.
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